Volognano - storia

Documenti storici su Volognano

Alcuni testi tratti dal Dizionario geografico fisico storico della Toscana contenente la descrizione di tutti i luoghi del granducato di Lucca Garfagnana e Lunigiana, compilato da Emanuele Repetti – socio ordinario dell’i. e r. Accademia dei Georgofili e di varie altre – Volume quinto – Firenze, presso l’autore ed editore coi tipi di Giovanni Mazzoni, 1843

  • Da questo castelletto prese il casato il nobile giureconsulto Lapo da Castiglionchio dei signori da Quona e da Volognano, l’amico del Petrarca, il compagno di Cino da Pistoja fra i dottori dello studio fiorentino, l’ambasciatore, il savio e il consultore della Repubblica fiorentina, l’avvocato concistoriale della corte di Roma, dove morì appena fatto senatore.
    Sebbene secolare, Lapo per molto tempo ebbe il titolo di pievano di S. Lorenzo a Miransù; della quale chiesa si mantengono patroni i Ricasoli Zanchini di Firenze, eredi della famiglia da Castiglionchio. Avvegnachè per asserto dello stesso Mess. Lapo i suoi avi acquistarono nel 1204 il castello di che si tratta dai nobili da Ricasoli, dando loro in permuta due tenute che i signori da Quona possedevano a Faella nel Val d’Arno superiore.
    La rabbia ghibellina però dopo la battaglia di Montaperto trovò anche questo castelluccio, sebbene nascosto fra i monti e lungi da strade maestre, per atterrare la torre e palazzo con molte case ai signori di Castiglionchio. (P. ILDEFONSO, Delizie degli Eruditi T. VII)
  • VOLOGNANO nel Val d’Arno fiorentino. – Casale già Castello con chiesa parrocchiale (S. Michele) nel piviere di Miransù, Comunità e circa 4 miglia toscane a settentrione di Rignano, Giurisdizione del Pontassieve, Diocesi di Fiesole, Compartimento di Firenze. Risiede sulla sommità di un poggio omonimo posto alla sinistra ed a cavaliere dell’ Arno, quasi dirimpetto la confluenza in esso della Sieve.
    Il castello con la chiesa di Volognano appartenne ad un ramo de’ signori che si dissero da Cuona e Volognano, staccato in tempi antichi da quello de’ signori di Castellonchio e Miransù.
    L’Arch. Dipl. Fior. possiede fra le membrane della Badia di Vallombrosa le notizie più antiche relative al Castello e chiesa di S. Michele a Volognano, e dei loro signori, derivali da quelli da Cuona, o Quona.
    Avvegnaché senza rammentare le carte del maggio 1139, giugno 1142 e luglio 1148 citate altrove, mi limiterò a quella di un istrumento rogato lì 17 luglio 1214, in cui si tratta di beni spettanti alla chiesaparrocchiale di S.Michele a Volognano. Inoltre all’ Articolo QUONA citai una membrana della provenienza medesima scritta in Vo lognano lì 6 giugno 1226, nella quale è fatta menzione di mess. Ruggero di Alberto da Quona che diede il suo nome in Firenze a una delle porte del secondo cerchio di questa città. Il quale Ruggero di Alberto da Quona fu costantemente seguace della parte Guelfa, mentre il di lui fratello Filippo di Alberto da Quona seguitò il partito contrario. Imperocché cotesto Filippo di Alberto da Quona e Volognano per asserto di Gio. Villani nel giugno del 1267, essendo stata di corto cacciata la parte ghibellina di Firenze, fu fatto loro capitano, allorquando con i migliori ghibellini della città, e loro masnade pose il suo quartiere al castello di S. Ellero, e di là con quelle genti cominciò a far guerra a Firenze. Per la qual cosa i Fiorentini guelfi vi andarono a oste con tutta la cavalleria de’Francesi comandata dal mani scalco del re Carlo d’Angiò, e per battaglia ebbero il dello Castello di S. Ellero, dove si erano rinchiusi non meno di 800 ghibellini: fra i quali molti degli Uberti, de’ Fifanti, degli Scolari e di quelli da Volognano e allora perderono anche i ghibellini le rocche di Campi e di Gressa sotto Bibbiena. In tale occasione Geri da, Volognano con altri suoi consorti (forse anche col capitano Filippo) furono presi e messi nella Torre del Palagio (del Fisco) di Firenze, p però quella prigione fu chiamata dipoi la Volognana. – (GIO. VILLANI, Cronic. Lib. VII cap. 19. – AMMIR Stor. Fior. Lib. II.) Gli stessi autori rammentando l’incendio malizioso dato nel giugno del 1304 ad una parte di Firenze, aggiungono, qualmente la città fu messa in gran scompiglio, e cominciossi la battaglia fra i guelfi e ghibellini; e come venivano in soccorso di questi ultimi quei da Volognano con i loro amici e con più di mille fanti, e già erano giunti in Bisarno (in Pian di Ripoli di faccia al Guarlone) quando s’intese l’incendio che arse tutto il torlo della città; il quale dolo roso accidente tolse ai ghibellini con gli averi di borsa la vittoria di roano. –
    (G. VILLANI, Cronic. Lib. VIII. Cap. 71. – AMMIR. Stor. Fior. Lib. IV.)
  • Dopo tali tentativi vinti dalla parte guelfa di Firenze il Castello di Volognano fu preso e disfatto dai Fiorentini ed i beni dei fuorusciti e ribelli assegnali agli uffiziali di Torre, che li alienarono a i terzi. Attualmente nel luogo del castel di Volognano esiste una grandiosa villa signorile di casa Mozzi di Firenze nominata il Belvedere. La chiesa parrocchiale di S. Michele a Volognano di libera collazione del suo vescovo, nel 1833 contava 484 abitanti.
  • …Nel 1186 i signori da Quona e Volognano erano patroni della chiesa di S.Margherita a Tosina, poichè in detto anno la rilasciarono con i suoi beni al priore del S. Eremo di Camaldoli.
  • Finalmente 4 anni dopo (2 gennajo 1282) in vigore di un compromesso fatto in Firenze fra i sindaci degli Eremiti di Camaldoli da una parte ed i figli del fu Filippo da Quona e Volognano dall’altra parte fu stabilito dagli arbitri, che nei casi di elezione il rettore di Tosina si dovesse nominare dal priore di Camaldoli col consenso e approvazione de’patroni. – (ARCH. DIPL. FIOR. Carte del Monastero di S. Michele in Borgo di Piusa).
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