Un week end romantico a Volognano

Con San Valentino alle porte, quale migliore occasione per parlare del lato romantico della Toscana, del Chianti, di Firenze e di Volognano? Ecco i nostri suggerimenti per le coppie: tra cene galanti e soggiorno al nostro castello, tour nelle Colline del Chianti, gioielli artigianali, spezie e ristoranti stellati

La Toscana e l’amore: un connubio indissolubile che si perde nei ricordi, nella tradizione e nella letteratura della nostra regione. Ma al di là di Dante e Petrarca, quali sono le tappe obbligate per un fine settimana trascorso domendo tra le mura del nostro castello?

Il piatto. Solitamente diffidiamo di chi propone “piatti afrodisiaci” come fossero prescrizioni mediche, ma – con il dovuto senso dell’ironia – perché sottrarsi al gioco? E allora ecco un piatto perfetto per un week end romantico toscano, che potreste chiedere al nostro personal chef prima del vostro arrivo per la cena del venerdì sera: il Cinghiale in dolce forte. Si tratta di una ricetta antica e più volte rivisitata, che si basa sull’uso sapiente di una carne magra, selvatica, sapida e decisamente proteica come quella del cinghiale, peraltro non facile da cucinare se non si è esperti. Aceto bianco, un spicchio di aglio, alloro, cannella in stecca, carota, cedro candito, cipolla, farina, olio di oliva, pepe in grani, pinoli, sedano, uva sultanina, vino rosso, polpa magra di cinghiale e soprattutto un po’ di cioccolato fondente (tra i sovrani indiscussi delle ricette d’amore) sono solo alcuni degli ingredienti per prepararla. Non sarà certo una formula matematica applicata alla cucina a garantirvi una piacevole serata a lume di candela, ma chi può negare che, con il suo incredibile mix di spezie, siamo in presenza di una preparazione decisamente “hot”?

Il vino. Il vino made in Volognano che vi suggeriamo di abbinare a questa ricetta è senz’altro  il nostro DOCG – Chianti dei Colli Fiorentini Noi, che con il suo contenuto polifenolico e la sua persistenza garantisce estrema piacevolezza al palato in perfetto contrasto con la sapidità della carne selvatica, ma anche un’estrema… vitalità. Niente vi vieta, in ogni caso, di proseguire con un dessert a cui abbinare il nostro Aetius, che con le sue note di mandorla, fico secco e uva passa è di per sé il manifesto della sensualità e dell’armonia.

Le attività. Occasione speciale, soggiorno speciale: la sistemazione per il vostro soggiorno romantico a Volognano sarà impeccabile: cosa c’è di meglio di dormire in un castello con interni di oltre 700 mq? Dopo una lunga serata, un altrettanto lungo riposo e, se vorrete, una ricca colazione preparata da noi, è tempo di popolare il vostro smartphone con selfie di coppia e foto uniche, che sullo sfondo presenteranno una delle aree più apprezzate da italiani e stranieri: le colline del Chianti. A meno di 50 minuti di auto da Volognano, infatti, troverete panorami e borghi indimenticabili, come Greve in Chianti, con la sua splendida Chiesa di Santa Croce e il Museo del Vino; Gaiole in Chianti, famosa per i suoi castelli e le sue architetture fortificate (tra cui il Castello di Meleto o quello di Vertine), o Castellina in Chianti, apprezzata per i suoi Palazzi Signorili e le sue tombe etrusche, situate a Montecalvario.

Il prodotto. Dalle Colline si arriva direttamente a Firenze in un’ora esatta di auto. Non prima, però, di passare da Emporio Chianti, una graziosa e ben fornita bottega situata a Castellina, in cui potrete scegliere tra i migliori prodotti locali. Le possibilità sono tante (si va dai pici ai salumi, dai formaggi alle confetture), ma per l’occasione vi consigliamo una discreta fornitura di spezie da portare a casa e utilizzare durante il resto dell’anno, così da richiamare alla mente il vostro splendido week-end e conferire brillantezza alle vostre preparazioni in casa.

Lo shopping. Il tour a Firenze ve lo diciamo, è il momento giusto per stupire il vostro partner e “impreziosire” la vostra relazione. Naa Studio di via dei Serragli 59 è un laboratorio artigiano specializzato in gioielleria contemporanea e le sue 6 collezioni (Aracne, Atena, Pescatore, Ricerca, Gioielli da favola e Impressione fiorentina) racchiudono tesori lavorati a mano tra cui troverete certamente l’oggetto che fa per voi e, soprattutto, per l’altro/a. In particolare, i gioielli di Aracne sono ottenuti attraverso una particolare lavorazione che richiama il lavoro sapiente dei ragni che tessono la propria tela: una metafora perfetta per cimentare simbolicamente il vostro senso di unione.

Il food. Certo, se avrete pranzato in uno dei mille ottimi locali delle Colline del Chianti forse (e sottolineamo il “forse”) non ci sarà spazio per un’altra cena meravigliosa da vivere in coppia. Ma se a pranzo avrete optato per un più spartano e altrettanto tipico tagliere di salumi e formaggi, con un immancabile –  ça va sans dire – calice di rosso, magari avrete la voglia e il giusto appetito per gustarvi la nostra proposta per il sabato sera. E resistere alle tentazioni, si sa, a volte è impossibile. Il locale in questione è posizionato sulle rive dell’Arno (con vista su Ponte Vecchio) e, oltre alle sue mille attrazioni gastronomiche, presenta appunto una cornice stupefacente: Borgo San Jacopo, guidato dallo chef stellato Peter Brunel. Pochissimi tavoli a disposizione (ma naturalmente potremo prenotare per voi con il dovuto anticipo se ce lo chiederete), estrema raffinatezza, e soprattutto un’offerta che è la sintesi armonica di dedizione, anni di ricerca e creatività estrema. Il menu degustazione, chiamato “La mia Toscana”, presenta: Macaron di pecorino (pralina al nero di Chianina, Pappa e oro, polenta soffiata); Battuta di manzo al coltello
(macaron ai due peperoni, salsa di lattuga, cipolla, uovo, chips di tartufo e melagrano), Il cinghiale in cinta (bottoni di cinghiale, pane croccante, fondo di cinta senese e tartufo fresco), La ribollita classica in pentola di rame, Piccione all’oro zecchino (petto di piccione marinato al latte e vino rosso, carciofo, tartufo, topinambur e foie gras), Maledetto Toscano, terre di Toscana (infusione al sigaro toscano, con grappa metodo Solera “Segnana”) e La dama Fiorentina (praline dolci e salate di cioccolato bianco e fondente).

Dopo il vostro indimenticabile sabato, trascorso tra vertiginose esperienze gastronomiche, location mozzafiato, foto ricordo e passeggiate in borghi unici, è il momento di rientrare a Volognano per la vostra seconda e ultima notte di soggiorno in suite. Prima di rimettervi in viaggio però, perché negarsi un bel brunch di arrivederci al castello? Saremo contenti di prepararvi ricette dolci e salate della tradizione o rivisitate, piatti internazionali leggeri o più sotanziosi. E magari di mostrarvi la nostra cantina, guidandovi in una degustazione personalizzata dei nostri prodotti.

 


Un week end romantico a Volognano

Periodo dell’anno: Tutto l’anno (verifica le nostre disponibilità)

Ricetta da non perdere: Cinghiale alla toscana cucinato dal personal chef di Volognano

Vino in abbinamento: Noi – Chianti Colli Fiorentini DOCG; Aetius Vinsanto (verifica le nostre disponibilità)

Prodotto locale consigliato: Spezie toscane di Emporio Chianti a Castellina del Chianti

Negozi e shop a Firenze e dintorni: Naa Studio, via dei Serragli 59, Firenze

Paesaggi e itinerari in zona Volognano: Collne del Chianti

Locali e food: Borgo San Jacopo, Borgo San Jacopo 62/R, 50125 Firenze

Libri: Gamannossi A., Le ricette d’amore della nonna. 45 piatti afrodisiaci toscani, Edizioni Sarnus

zuppa di cavolo nero

Il tuo soggiorno invernale a Volognano

Quando si parla di Firenze e dintorni di solito vengono in mente lunghe passeggiate primaverili o estive in cerca di occasioni di shopping nel capoluogo toscano, visite ai musei o lunghi pranzi nelle campagne del Chianti. Tutto vero, e tutto bellissimo. Ma trascurare la ricchezza che questo territorio ha da offrire durante la stagione fredda sarebbe un vero peccato.

Se hai in mente un fine settimana in pieno inverno lontano dai ritmi quotidiani, un’occasione per ristorarti con cibi caldi, meditare con un buon calice di rosso e – perché no – concederti il lusso di farti cucire un abito su misura godendo di una delle tradizioni sartoriali più affermate del Belpaese, un soggiorno a Volognano coccolati con l’aiuto dei nostri consigli è quello che fa per voi.

Il piatto. Una volta arrivati e accolti nel nostro castello il venerdì nel pomeriggio o in serata, potreste optare per una cena interamente preparata dal nostro personal chef. Le soluzioni più o meno tradizionali o più o meno rivisitate, con i sapori regionali portati al massimo livello, non mancano. Ci sentiamo però in questo caso di indicarvi un piatto vegetariano (ma certamente di sostanza): la zuppa di cavolo nero. Si tratta di un alimento, oltre che buonissimo, ricco di sostanze antiossidanti e anticancro, ottime per prevenire anche le patologie cardiache. Cucinata con fagioli secchi, sedano, carote, cipolle, patate, conserva di pomodoro e naturalmente olio extra vergine di oliva made in Volognano, questa ricetta dà il massimo se cucinata subito dopo le gelate invernali, quando la consistenza delle foglie del cavolo è ottimale.

zuppa di cavolo nero

Il vino. Tra i vini prodotti a Volognano il Noi – Chianti Colli Fiorentini DOCG con il suo rosso rubino, la sua intensità e persistenza morbida ed equilibrata è quello che vi suggeriamo di abbinare a questo tipo di ricetta. Servito intorno ai 18 gradi, è l’ideale anche per trattenersi per una lunga chiacchierata del dopo cena.

Le attività. Dopo un bel riposo in una delle nostre due suites, o magari in una stanza a scelta tra Donna Livia, Sole, Signora Anna o Vittoria, il sabato può essere il giorno buono per una bella escursione. A circa 30 minuti di auto da Volognano potrete trovare l’Abbazia di Vallombrosa, al tempo stesso un eremo e un monastero che impreziosisce una delle aree boschive più belle e rappresentative della Toscana. Nella sua pianta a croce latina potrete apprezzarne i richiami barocchi e vivere un momento di spiritualità, immersi nel silenzio delle campagne circostanti.

Abbazia di Vallombrosa

Il prodotto. Tornando verso Volognano l’idea di fermarsi per uno spuntino slow presso la Bottega a Rosano è da considerare certamente. Tra le tante specialità regionali che vi troverete, il clima rigido autorizza a osare una deliziosa soprassata toscana, completamente priva di conservanti.

Lo shopping. Dopo la natura e il raccoglimento, un sano pomeriggio di acquisti. E non è detto che “shopping” debba essere sinonimo di stress e confusione. Passare un po’ di tempo presso la boutique della Sartoria Rossi a Firenze per scegliere i capi e gli accessori che preferite, o optare direttamente per un abito su misura caratterizzato da uno stile che racchiude tutta l’esclusività della lunga tradizione dell’alta moda italiana è decisamente consigliabile. Un trionfo di ricercatezza e comfort.

 

Sartoria Rossi Firenze

Il food. Infine, la cena del sabato sera. All’Osteria Tripperia Il Magazzino di Luca Cai, in Piazza della Passera, l’opzione vegetariana del venerdì sarà un lontano ricordo. Insieme ai tanti piatti tipici toscani tra cui potrete scegliere, il menù riserva infatti un tesoro che negli ultimi anni è stato riscoperto e riproposto prepotentemente dalla cucina italiana, anche rivisitata: il lampredotto. Un sapore forte e deciso, ottimo per il periodo invernale, a cui – nel caso vogliate optare per una soluzione più soft – potrete preferire l’ottima trippa alla fiorentina, anch’essa cucinata in modo superbo.

La domenica è il giorno dei saluti. Prima di ripartire per tornare al vostro quotidiano, però, a Volognano vi aspetta, magari dopo una breve passeggiata nel freddo pungente delle campagne limitrofe, un ricco pranzo domenicale al Castello, con tanto di dessert accompagnato da un sorso di Aetius, il nostro vino dolce ottimo da degustare anche con formaggi erborinati. Ma di questo parleremo meglio alle prossime occasioni…

 


Il tuo soggiorno invernale a Volognano

Periodo dell’anno: Week-end in inverno (verifica le nostre disponibilità)

Ricetta da non perdere: Zuppa di cavolo nero cucinata dal personal chef di Volognano

Vino in abbinamento: Noi – Chianti Colli Fiorentini DOCG

Prodotto locale consigliato: Soprassata toscana della Bottega a Rosano

Negozi e shop a Firenze e dintorni: Sartoria Rossi, via Porta Rossa, 33/red, 50123 Firenze

Paesaggi e itinerari in zona Volognano: un itinerario naturalistico tra i 14 disponibili nella zona dell’Eremo di Vallombrosa

Locali e food: Osteria Tripperia Il Magazzino di Luca Cai

Festival Suoni e colori in Toscana a Volognano: la gallery fotografica

Venerdì 21 a Firenze “Storie di donne in chiave di vino” con Camilla Carrega

Venerdì 21 alle 21.00, presso il negozio-museo Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella a Firenze, Volognano sarà presente alla rassegna Storie di Donne in Chiave di Vino – I nuovi volti del vino moderno. Una serata caratterizzata da un talk moderato dalla nostra COO Camilla Carrega e un particolare eno-concerto.

Prosegue, attraverso eventi organizzati direttamente o la partecipazione a manifestazioni già strutturate, la vivace attività di Volognano nel territorio toscano, e più in generale nel panorama enogastronomico e culturale italiano. Dopo il successo delle serate degli scorsi 9 e 15 settembre nell’ambito del festival Suoni e Colori in Toscana, venerdì prossimo la nostra Property Owner & Chief Operating Officer Camilla Carrega sarà presente all’Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella per moderare un talk in cui si parlerà della grande tradizione che lega il vino alle donne.

La manifestazione, organizzata nell’ambito del calendario OFF del Festival L’eredità delle donne, e ripresa anche in questo articolo del Corriere del vino, è incentrata sul racconto da parte di alcune imprenditrici, produttrici, operatrici del food e artiste in diversi campi, del loro rapporto con il mondo del vino e del ritrovato protagonismo femminile all’interno del tessuto produttivo e culturale in riferimento a questo appassionante ambito.

Il mood dell’incontro però non sarà sicuramente autocelebrativo, e anzi guarderà al presente e un futuro prossimo fatto di intuizioni e innovazioni tese a dare al vino il volto di un moderno strumento di comunicazione in chiave femminile.

“L’enologia – dichiara Camilla Carrega – è femmina. Il numero di enologhe, agronome, produttrici, enotecarie, sommelier, ristoratrici e giornaliste cresce costantemente. Con le donne in campo c’è energia, sperimentazione, e tanta voglia di vincere. È cambiata la geografia bucolica e tradizionalista della produzione del nostro bel paese proiettandosi verso strategie globali innovative e sempre più competitive. I luoghi comuni e gli stereotipi facili che da sempre hanno legato la donna al mondo del vino sono ormai lontani dalla realtà. Dalla produzione alla degustazione fino alla narrazione del prezioso nettare di Bacco la partita oggi si gioca al femminile”.

A intervenire saranno: Angela Fronti (Azienda Istine), Serena Coccia (Podere Castellinuzza), Benedetta Vitali (chef, ristoratrice ed educatrice), Elisabetta Rogai (pittrice), Simonetta Doni (designer); Lisa De Leonardis (giornalista) e Annalivia Walker (musicista).

Subito dopo gli speech ci sarà inoltre un “eno-concerto” Chiave di Vino – un originale format di eventi dedicati alla divulgazione della cultura del territorio toscano attraverso vino e musica – con l’ascolto-degustazione di 4 vini proposti dal Consorzio Chianti Colli Fiorentini, sponsor dell’evento. I 4 vini saranno raccontati con le note musicali di brani di Mascagni, Puccini, Machado e Piazzolla, la cui esecuzione sarà affidata all’esperienza e alla passione di due giovani donne, E. Todaro (flauto) e Annalivia Walker (arpa). Seguirà infine, a chiusura della serata, la degustazione.

“Il mondo del vino va declinato sempre più al femminile e il Consorzio Chianti Colli Fiorentini è orgoglioso di partecipare a questo evento” sono le parole di Marco Ferretti, Presidente del Consorzio “Oltre il 26% delle 73.700 imprese Italiane del vino è guidato da donne. C’è una maniera tutta al femminile di gestire le aziende e produrre vini, a farne la differenza è la componente emozionale della produzione e della promozione che non si può considerare una semplificazione di moda ma una verità che ha conquistato i territori italiani e che sta invadendo lo scenario internazionale. Sostenere questo evento rispecchia anche le caratteristiche intrinseche dei nostri prodotti, vini morbidi e seducenti, che hanno la capacità di coinvolgere e di emozionare. Tale seduzione può essere certamente arricchita dalla sensibilità artistica e intellettuale della donna”

L’evento, gratuito, avrà luogo nei prestigiosi ambienti di Officina di Santa Maria Novella, la più antica spezieria d’Europa – che già nel Seicento aveva raggiunto Russia, India e Cina, anche grazie a “testimonial” d’eccezione come la regina Caterina de’ Medici. Uno scenario che da solo è sinonimo di storia e cultura, di ingegno e creatività, di tradizione e innovazione.

Per informazioni e prenotazioni:
Susanna Parretti 333 8998569
susanna.parretti@gmail.com

“Per me” e “Per te”: a novembre la presentazione dei nuovi vini made in Volognano

Volognano riprende e aggiorna la sua tradizione vinicola lanciando le nuove etichette Per me Per te, rispettivamente un blend IGT rosso invecchiato in legno, deciso e persistente pensato per gli ospiti della struttura e un bianco IGT pensato per chi vuole portarsi e degustare a casa propria un bouquet fresco e speziato, dal mood tropicale maturato brevemente in legno. La presentazione dei nuovi arrivati è prevista per novembre.

Qui di seguito le principali caratteristiche dei due vini.

• Per me (rosso – IGT 2016) 

Provenienza: prodotto dagli storici vigneti della fattoria, di proprietà della famiglia Pecchioli dal 1957, situati nelle vicinanze della città di Firenze.

Vitigni: Cabernet Sauvignon 

Gradazione alcolica: variabile tra i 13% e i 14% by vol.

Vinificazione: Le migliori uve selezionate manualmente vengono messe a fermentare in contenitori d’acciaio ad una temperatura controllata di 22 °C per circa 10 giorni. La fermentazione malolattica avviene naturalmente nella cantina di vinificazione; al termine di essa il vino ottenuto da uve di Cabernet, viene portato nella cantina di invecchiamento. Inizia quindi il processo di invecchiamento di almeno 12 mesi in barrique da 225L . Al termine del processo il vino viene  affinato in bottiglia per almeno 6 mesi prima della commercializzazione.

Note degustative: Colore intenso dalle note violacee. All’olfatto questo vino presenta tutte le caratteristiche derivanti dall’invecchiamento in legno, impatto deciso e ottima persistenza. Aromi caratteristici delle uve di provenienza vengono esaltati dal blend. Elegante al palato e allo stesso tempo di intensa struttura polifenolica, questo vino si abbina bene con piatti dai sapori complessi come carni rosse, e cacciagione. 

• Per te (bianco – IGT 2017) 

Provenienza: prodotto dagli storici vigneti della fattoria, di proprietà della famiglia Pecchioli dal 1957, situati nelle vicinanze della città di Firenze.

Vitigni: Chardonnay e Malvasia Toscana (in piccole percentuali)

Gradazione alcolica: 13% by vol.

Vinificazione: Le uve vengono pressate delicatamente, il mosto viene chiarificato e dopo 24 ore ha inizio la fermentazione alcolica a temperatura controllata.
Conclusa anche la fermentazione malolattica il vino viene fatto riposare per circa 2 mesi in piccoli contenitori d’acciaio per poi essere trasferito in botti di rovere da 225L dove resterà per un periodo di circa 3/4 mesi. Imbottigliato al termine della primavera il vino viene commercializzato dopo un breve affinamento in bottiglia.

Note degustative: Colore giallo intenso. Note aromatiche decise di frutta tropicale e spezie derivanti sia dalle uve di provenienza che dalla breve maturazione in legno. Al palato il vino risulta persistente e comunque caratterizzato da un’ottima freschezza derivante dalle note acide tipiche di un vino bianco. Si consiglia l’abbinamento con piatti a base di sughi di pesce, formaggi di media stagionatura e carni bianche.

Volognano • Camilla Carrega

Buon sangue non mente: tre generazioni per un territorio da vivere, assaggiare e dal quale imparare

Camilla Carrega Bertolini – Un sorriso sovrasta gli occhi verdi che parlano, con particolare devozione, di una tradizione di famiglia. Una tradizione che lei, seppur giovanissima, ha sposato e fatta sua prendendo in mano le redini dell’azienda dopo un decennio di esperienze professionali in Italia e all’estero sempre nel settore enogastronomico.

Fu il nonno, Ezio Pecchioli, che avviò con il sostegno di Giacomo Tachis, il principe degli enologi, la produzione di vino e la coltivazione di vitigni. Dopo aver acquistato il Castello di Volognano, ultima porta di Firenze prima dell’ingesso in Valdarno, il nonno avvia con decisa propulsione la produzione di vino. Una passione tramandata alla figlia, Patrizia Pecchioli e coltivata anche dal consorte, Alberto Carrega. E la stessa passione e volontà arriva a Camilla che oggi nella sua maison studia, ammira ed esalta un tesoro di queste terre.

La sua filosofia: “il vino e l’esperienza del suo territorio sono il mio passato, il mio presente e il mio futuro”.

Giovanissima, ma già all’avanguardia nel settore, Camilla è un raro esempio di viticoltore coinvolto in tutte le fasi della vinificazione – impianto, raccolta, miscelazione, etichettatura, marketing: un impegno senza compromessi sulla qualità e l’unicità della sua azienda “esperienziale” come la definisce lei stessa.

Laureata all’Università degli Studi di Firenze con una laurea in Viticoltura e Enologia e un Master in Enologia, è docente di food and beverage marketing presso diverse università ed enti formativi in Italia. È stata Preside del Wine Department e Coordinatore Accademico degli Studi Enogastronomici di ApiciusInternational School of Hospitality di Firenze dove ha promosso negli Stati Uniti lo stile di vita italiano attraverso cibo e vino, collaborando con la fondazione James Beard a NY e diverse università americane.

Camilla è stata il coordinatore dei programmi accademici di Gambero Rosso, nella sede di Roma, leader indiscusso del mondo per quanto riguarda il cosiddetto “Saper vivere Italiano”, il cibo, il vino e lo stile di vita italiani. Gambero Rosso è la Società Multimediale numero uno in Italia, sempre all’avanguardia nella scoperta e nel lancio di nuove tendenze e fortemente coinvolta nella promozione e nel supporto dei migliori prodotti “Made in Italy”. Per più di 30 anni Gambero Rosso ha contribuito alla realizzazione della migliore cucina italiana e dei vini, unendo la tradizione e la novità all’autenticità delle materie prime e all’innovazione produttiva.

È anche mentor per Startupbootcamp FoodTech, l’acceleratore principale di startups che innovano l’industria alimentare, dove lavora come guida per tutto ciò che riguarda la gestione del cibo e del vino, i modelli di business e l’istruzione internazionale.

Oggi è Volognano l’obiettivo di Camilla.
Un luogo da condividere, un territorio da degustare, con delle persone da cui imparare. Volognano come aggregatore culturale, un dovere sociale ed etico nei confronti di questa bella Italia che tutto il mondo non vede l’ora di vivere, assaggiare e conoscere!

Volognano • storia

Documenti storici su Volognano

Alcuni testi tratti dal Dizionario geografico fisico storico della Toscana contenente la descrizione di tutti i luoghi del granducato di Lucca Garfagnana e Lunigiana, compilato da Emanuele Repetti – socio ordinario dell’i. e r. Accademia dei Georgofili e di varie altre – Volume quinto – Firenze, presso l’autore ed editore coi tipi di Giovanni Mazzoni, 1843

  • Da questo castelletto prese il casato il nobile giureconsulto Lapo da Castiglionchio dei signori da Quona e da Volognano, l’amico del Petrarca, il compagno di Cino da Pistoja fra i dottori dello studio fiorentino, l’ambasciatore, il savio e il consultore della Repubblica fiorentina, l’avvocato concistoriale della corte di Roma, dove morì appena fatto senatore.
    Sebbene secolare, Lapo per molto tempo ebbe il titolo di pievano di S. Lorenzo a Miransù; della quale chiesa si mantengono patroni i Ricasoli Zanchini di Firenze, eredi della famiglia da Castiglionchio. Avvegnachè per asserto dello stesso Mess. Lapo i suoi avi acquistarono nel 1204 il castello di che si tratta dai nobili da Ricasoli, dando loro in permuta due tenute che i signori da Quona possedevano a Faella nel Val d’Arno superiore.
    La rabbia ghibellina però dopo la battaglia di Montaperto trovò anche questo castelluccio, sebbene nascosto fra i monti e lungi da strade maestre, per atterrare la torre e palazzo con molte case ai signori di Castiglionchio. (P. ILDEFONSO, Delizie degli Eruditi T. VII)
  • VOLOGNANO nel Val d’Arno fiorentino. – Casale già Castello con chiesa parrocchiale (S. Michele) nel piviere di Miransù, Comunità e circa 4 miglia toscane a settentrione di Rignano, Giurisdizione del Pontassieve, Diocesi di Fiesole, Compartimento di Firenze. Risiede sulla sommità di un poggio omonimo posto alla sinistra ed a cavaliere dell’ Arno, quasi dirimpetto la confluenza in esso della Sieve.
    Il castello con la chiesa di Volognano appartenne ad un ramo de’ signori che si dissero da Cuona e Volognano, staccato in tempi antichi da quello de’ signori di Castellonchio e Miransù.
    L’Arch. Dipl. Fior. possiede fra le membrane della Badia di Vallombrosa le notizie più antiche relative al Castello e chiesa di S. Michele a Volognano, e dei loro signori, derivali da quelli da Cuona, o Quona.
    Avvegnaché senza rammentare le carte del maggio 1139, giugno 1142 e luglio 1148 citate altrove, mi limiterò a quella di un istrumento rogato lì 17 luglio 1214, in cui si tratta di beni spettanti alla chiesaparrocchiale di S.Michele a Volognano. Inoltre all’ Articolo QUONA citai una membrana della provenienza medesima scritta in Vo lognano lì 6 giugno 1226, nella quale è fatta menzione di mess. Ruggero di Alberto da Quona che diede il suo nome in Firenze a una delle porte del secondo cerchio di questa città. Il quale Ruggero di Alberto da Quona fu costantemente seguace della parte Guelfa, mentre il di lui fratello Filippo di Alberto da Quona seguitò il partito contrario. Imperocché cotesto Filippo di Alberto da Quona e Volognano per asserto di Gio. Villani nel giugno del 1267, essendo stata di corto cacciata la parte ghibellina di Firenze, fu fatto loro capitano, allorquando con i migliori ghibellini della città, e loro masnade pose il suo quartiere al castello di S. Ellero, e di là con quelle genti cominciò a far guerra a Firenze. Per la qual cosa i Fiorentini guelfi vi andarono a oste con tutta la cavalleria de’Francesi comandata dal mani scalco del re Carlo d’Angiò, e per battaglia ebbero il dello Castello di S. Ellero, dove si erano rinchiusi non meno di 800 ghibellini: fra i quali molti degli Uberti, de’ Fifanti, degli Scolari e di quelli da Volognano e allora perderono anche i ghibellini le rocche di Campi e di Gressa sotto Bibbiena. In tale occasione Geri da, Volognano con altri suoi consorti (forse anche col capitano Filippo) furono presi e messi nella Torre del Palagio (del Fisco) di Firenze, p però quella prigione fu chiamata dipoi la Volognana. – (GIO. VILLANI, Cronic. Lib. VII cap. 19. – AMMIR Stor. Fior. Lib. II.) Gli stessi autori rammentando l’incendio malizioso dato nel giugno del 1304 ad una parte di Firenze, aggiungono, qualmente la città fu messa in gran scompiglio, e cominciossi la battaglia fra i guelfi e ghibellini; e come venivano in soccorso di questi ultimi quei da Volognano con i loro amici e con più di mille fanti, e già erano giunti in Bisarno (in Pian di Ripoli di faccia al Guarlone) quando s’intese l’incendio che arse tutto il torlo della città; il quale dolo roso accidente tolse ai ghibellini con gli averi di borsa la vittoria di roano. –
    (G. VILLANI, Cronic. Lib. VIII. Cap. 71. – AMMIR. Stor. Fior. Lib. IV.)
  • Dopo tali tentativi vinti dalla parte guelfa di Firenze il Castello di Volognano fu preso e disfatto dai Fiorentini ed i beni dei fuorusciti e ribelli assegnali agli uffiziali di Torre, che li alienarono a i terzi. Attualmente nel luogo del castel di Volognano esiste una grandiosa villa signorile di casa Mozzi di Firenze nominata il Belvedere. La chiesa parrocchiale di S. Michele a Volognano di libera collazione del suo vescovo, nel 1833 contava 484 abitanti.
  • …Nel 1186 i signori da Quona e Volognano erano patroni della chiesa di S.Margherita a Tosina, poichè in detto anno la rilasciarono con i suoi beni al priore del S. Eremo di Camaldoli.
  • Finalmente 4 anni dopo (2 gennajo 1282) in vigore di un compromesso fatto in Firenze fra i sindaci degli Eremiti di Camaldoli da una parte ed i figli del fu Filippo da Quona e Volognano dall’altra parte fu stabilito dagli arbitri, che nei casi di elezione il rettore di Tosina si dovesse nominare dal priore di Camaldoli col consenso e approvazione de’patroni. – (ARCH. DIPL. FIOR. Carte del Monastero di S. Michele in Borgo di Piusa).