zuppa di cavolo nero

Il tuo soggiorno invernale a Volognano

Quando si parla di Firenze e dintorni di solito vengono in mente lunghe passeggiate primaverili o estive in cerca di occasioni di shopping nel capoluogo toscano, visite ai musei o lunghi pranzi nelle campagne del Chianti. Tutto vero, e tutto bellissimo. Ma trascurare la ricchezza che questo territorio ha da offrire durante la stagione fredda sarebbe un vero peccato.

Se hai in mente un fine settimana in pieno inverno lontano dai ritmi quotidiani, un’occasione per ristorarti con cibi caldi, meditare con un buon calice di rosso e – perché no – concederti il lusso di farti cucire un abito su misura godendo di una delle tradizioni sartoriali più affermate del Belpaese, un soggiorno a Volognano coccolati con l’aiuto dei nostri consigli è quello che fa per voi.

Il piatto. Una volta arrivati e accolti nel nostro castello il venerdì nel pomeriggio o in serata, potreste optare per una cena interamente preparata dal nostro personal chef. Le soluzioni più o meno tradizionali o più o meno rivisitate, con i sapori regionali portati al massimo livello, non mancano. Ci sentiamo però in questo caso di indicarvi un piatto vegetariano (ma certamente di sostanza): la zuppa di cavolo nero. Si tratta di un alimento, oltre che buonissimo, ricco di sostanze antiossidanti e anticancro, ottime per prevenire anche le patologie cardiache. Cucinata con fagioli secchi, sedano, carote, cipolle, patate, conserva di pomodoro e naturalmente olio extra vergine di oliva made in Volognano, questa ricetta dà il massimo se cucinata subito dopo le gelate invernali, quando la consistenza delle foglie del cavolo è ottimale.

zuppa di cavolo nero

Il vino. Tra i vini prodotti a Volognano il Noi – Chianti Colli Fiorentini DOCG con il suo rosso rubino, la sua intensità e persistenza morbida ed equilibrata è quello che vi suggeriamo di abbinare a questo tipo di ricetta. Servito intorno ai 18 gradi, è l’ideale anche per trattenersi per una lunga chiacchierata del dopo cena.

Le attività. Dopo un bel riposo in una delle nostre due suites, o magari in una stanza a scelta tra Donna Livia, Sole, Signora Anna o Vittoria, il sabato può essere il giorno buono per una bella escursione. A circa 30 minuti di auto da Volognano potrete trovare l’Abbazia di Vallombrosa, al tempo stesso un eremo e un monastero che impreziosisce una delle aree boschive più belle e rappresentative della Toscana. Nella sua pianta a croce latina potrete apprezzarne i richiami barocchi e vivere un momento di spiritualità, immersi nel silenzio delle campagne circostanti.

Abbazia di Vallombrosa

Il prodotto. Tornando verso Volognano l’idea di fermarsi per uno spuntino slow presso la Bottega a Rosano è da considerare certamente. Tra le tante specialità regionali che vi troverete, il clima rigido autorizza a osare una deliziosa soprassata toscana, completamente priva di conservanti.

Lo shopping. Dopo la natura e il raccoglimento, un sano pomeriggio di acquisti. E non è detto che “shopping” debba essere sinonimo di stress e confusione. Passare un po’ di tempo presso la boutique della Sartoria Rossi a Firenze per scegliere i capi e gli accessori che preferite, o optare direttamente per un abito su misura caratterizzato da uno stile che racchiude tutta l’esclusività della lunga tradizione dell’alta moda italiana è decisamente consigliabile. Un trionfo di ricercatezza e comfort.

 

Sartoria Rossi Firenze

Il food. Infine, la cena del sabato sera. All’Osteria Tripperia Il Magazzino di Luca Cai, in Piazza della Passera, l’opzione vegetariana del venerdì sarà un lontano ricordo. Insieme ai tanti piatti tipici toscani tra cui potrete scegliere, il menù riserva infatti un tesoro che negli ultimi anni è stato riscoperto e riproposto prepotentemente dalla cucina italiana, anche rivisitata: il lampredotto. Un sapore forte e deciso, ottimo per il periodo invernale, a cui – nel caso vogliate optare per una soluzione più soft – potrete preferire l’ottima trippa alla fiorentina, anch’essa cucinata in modo superbo.

La domenica è il giorno dei saluti. Prima di ripartire per tornare al vostro quotidiano, però, a Volognano vi aspetta, magari dopo una breve passeggiata nel freddo pungente delle campagne limitrofe, un ricco pranzo domenicale al Castello, con tanto di dessert accompagnato da un sorso di Aetius, il nostro vino dolce ottimo da degustare anche con formaggi erborinati. Ma di questo parleremo meglio alle prossime occasioni…

 


Il tuo soggiorno invernale a Volognano

Periodo dell’anno: Week-end in inverno (verifica le nostre disponibilità)

Ricetta da non perdere: Zuppa di cavolo nero cucinata dal personal chef di Volognano

Vino in abbinamento: Noi – Chianti Colli Fiorentini DOCG

Prodotto locale consigliato: Soprassata toscana della Bottega a Rosano

Negozi e shop a Firenze e dintorni: Sartoria Rossi, via Porta Rossa, 33/red, 50123 Firenze

Paesaggi e itinerari in zona Volognano: un itinerario naturalistico tra i 14 disponibili nella zona dell’Eremo di Vallombrosa

Locali e food: Osteria Tripperia Il Magazzino di Luca Cai

Venerdì 21 a Firenze “Storie di donne in chiave di vino” con Camilla Carrega

Venerdì 21 alle 21.00, presso il negozio-museo Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella a Firenze, Volognano sarà presente alla rassegna Storie di Donne in Chiave di Vino – I nuovi volti del vino moderno. Una serata caratterizzata da un talk moderato dalla nostra COO Camilla Carrega e un particolare eno-concerto.

Prosegue, attraverso eventi organizzati direttamente o la partecipazione a manifestazioni già strutturate, la vivace attività di Volognano nel territorio toscano, e più in generale nel panorama enogastronomico e culturale italiano. Dopo il successo delle serate degli scorsi 9 e 15 settembre nell’ambito del festival Suoni e Colori in Toscana, venerdì prossimo la nostra Property Owner & Chief Operating Officer Camilla Carrega sarà presente all’Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella per moderare un talk in cui si parlerà della grande tradizione che lega il vino alle donne.

La manifestazione, organizzata nell’ambito del calendario OFF del Festival L’eredità delle donne, e ripresa anche in questo articolo del Corriere del vino, è incentrata sul racconto da parte di alcune imprenditrici, produttrici, operatrici del food e artiste in diversi campi, del loro rapporto con il mondo del vino e del ritrovato protagonismo femminile all’interno del tessuto produttivo e culturale in riferimento a questo appassionante ambito.

Il mood dell’incontro però non sarà sicuramente autocelebrativo, e anzi guarderà al presente e un futuro prossimo fatto di intuizioni e innovazioni tese a dare al vino il volto di un moderno strumento di comunicazione in chiave femminile.

“L’enologia – dichiara Camilla Carrega – è femmina. Il numero di enologhe, agronome, produttrici, enotecarie, sommelier, ristoratrici e giornaliste cresce costantemente. Con le donne in campo c’è energia, sperimentazione, e tanta voglia di vincere. È cambiata la geografia bucolica e tradizionalista della produzione del nostro bel paese proiettandosi verso strategie globali innovative e sempre più competitive. I luoghi comuni e gli stereotipi facili che da sempre hanno legato la donna al mondo del vino sono ormai lontani dalla realtà. Dalla produzione alla degustazione fino alla narrazione del prezioso nettare di Bacco la partita oggi si gioca al femminile”.

A intervenire saranno: Angela Fronti (Azienda Istine), Serena Coccia (Podere Castellinuzza), Benedetta Vitali (chef, ristoratrice ed educatrice), Elisabetta Rogai (pittrice), Simonetta Doni (designer); Lisa De Leonardis (giornalista) e Annalivia Walker (musicista).

Subito dopo gli speech ci sarà inoltre un “eno-concerto” Chiave di Vino – un originale format di eventi dedicati alla divulgazione della cultura del territorio toscano attraverso vino e musica – con l’ascolto-degustazione di 4 vini proposti dal Consorzio Chianti Colli Fiorentini, sponsor dell’evento. I 4 vini saranno raccontati con le note musicali di brani di Mascagni, Puccini, Machado e Piazzolla, la cui esecuzione sarà affidata all’esperienza e alla passione di due giovani donne, E. Todaro (flauto) e Annalivia Walker (arpa). Seguirà infine, a chiusura della serata, la degustazione.

“Il mondo del vino va declinato sempre più al femminile e il Consorzio Chianti Colli Fiorentini è orgoglioso di partecipare a questo evento” sono le parole di Marco Ferretti, Presidente del Consorzio “Oltre il 26% delle 73.700 imprese Italiane del vino è guidato da donne. C’è una maniera tutta al femminile di gestire le aziende e produrre vini, a farne la differenza è la componente emozionale della produzione e della promozione che non si può considerare una semplificazione di moda ma una verità che ha conquistato i territori italiani e che sta invadendo lo scenario internazionale. Sostenere questo evento rispecchia anche le caratteristiche intrinseche dei nostri prodotti, vini morbidi e seducenti, che hanno la capacità di coinvolgere e di emozionare. Tale seduzione può essere certamente arricchita dalla sensibilità artistica e intellettuale della donna”

L’evento, gratuito, avrà luogo nei prestigiosi ambienti di Officina di Santa Maria Novella, la più antica spezieria d’Europa – che già nel Seicento aveva raggiunto Russia, India e Cina, anche grazie a “testimonial” d’eccezione come la regina Caterina de’ Medici. Uno scenario che da solo è sinonimo di storia e cultura, di ingegno e creatività, di tradizione e innovazione.

Per informazioni e prenotazioni:
Susanna Parretti 333 8998569
susanna.parretti@gmail.com

Volognano • Camilla Carrega

Buon sangue non mente: tre generazioni per un territorio da vivere, assaggiare e dal quale imparare

Camilla Carrega Bertolini – Un sorriso sovrasta gli occhi verdi che parlano, con particolare devozione, di una tradizione di famiglia. Una tradizione che lei, seppur giovanissima, ha sposato e fatta sua prendendo in mano le redini dell’azienda dopo un decennio di esperienze professionali in Italia e all’estero sempre nel settore enogastronomico.

Fu il nonno, Ezio Pecchioli, che avviò con il sostegno di Giacomo Tachis, il principe degli enologi, la produzione di vino e la coltivazione di vitigni. Dopo aver acquistato il Castello di Volognano, ultima porta di Firenze prima dell’ingesso in Valdarno, il nonno avvia con decisa propulsione la produzione di vino. Una passione tramandata alla figlia, Patrizia Pecchioli e coltivata anche dal consorte, Alberto Carrega. E la stessa passione e volontà arriva a Camilla che oggi nella sua maison studia, ammira ed esalta un tesoro di queste terre.

La sua filosofia: “il vino e l’esperienza del suo territorio sono il mio passato, il mio presente e il mio futuro”.

Giovanissima, ma già all’avanguardia nel settore, Camilla è un raro esempio di viticoltore coinvolto in tutte le fasi della vinificazione – impianto, raccolta, miscelazione, etichettatura, marketing: un impegno senza compromessi sulla qualità e l’unicità della sua azienda “esperienziale” come la definisce lei stessa.

Laureata all’Università degli Studi di Firenze con una laurea in Viticoltura e Enologia e un Master in Enologia, è docente di food and beverage marketing presso diverse università ed enti formativi in Italia. È stata Preside del Wine Department e Coordinatore Accademico degli Studi Enogastronomici di ApiciusInternational School of Hospitality di Firenze dove ha promosso negli Stati Uniti lo stile di vita italiano attraverso cibo e vino, collaborando con la fondazione James Beard a NY e diverse università americane.

Camilla è stata il coordinatore dei programmi accademici di Gambero Rosso, nella sede di Roma, leader indiscusso del mondo per quanto riguarda il cosiddetto “Saper vivere Italiano”, il cibo, il vino e lo stile di vita italiani. Gambero Rosso è la Società Multimediale numero uno in Italia, sempre all’avanguardia nella scoperta e nel lancio di nuove tendenze e fortemente coinvolta nella promozione e nel supporto dei migliori prodotti “Made in Italy”. Per più di 30 anni Gambero Rosso ha contribuito alla realizzazione della migliore cucina italiana e dei vini, unendo la tradizione e la novità all’autenticità delle materie prime e all’innovazione produttiva.

È anche mentor per Startupbootcamp FoodTech, l’acceleratore principale di startups che innovano l’industria alimentare, dove lavora come guida per tutto ciò che riguarda la gestione del cibo e del vino, i modelli di business e l’istruzione internazionale.

Oggi è Volognano l’obiettivo di Camilla.
Un luogo da condividere, un territorio da degustare, con delle persone da cui imparare. Volognano come aggregatore culturale, un dovere sociale ed etico nei confronti di questa bella Italia che tutto il mondo non vede l’ora di vivere, assaggiare e conoscere!

Volognano • storia

Documenti storici su Volognano

Alcuni testi tratti dal Dizionario geografico fisico storico della Toscana contenente la descrizione di tutti i luoghi del granducato di Lucca Garfagnana e Lunigiana, compilato da Emanuele Repetti – socio ordinario dell’i. e r. Accademia dei Georgofili e di varie altre – Volume quinto – Firenze, presso l’autore ed editore coi tipi di Giovanni Mazzoni, 1843

  • Da questo castelletto prese il casato il nobile giureconsulto Lapo da Castiglionchio dei signori da Quona e da Volognano, l’amico del Petrarca, il compagno di Cino da Pistoja fra i dottori dello studio fiorentino, l’ambasciatore, il savio e il consultore della Repubblica fiorentina, l’avvocato concistoriale della corte di Roma, dove morì appena fatto senatore.
    Sebbene secolare, Lapo per molto tempo ebbe il titolo di pievano di S. Lorenzo a Miransù; della quale chiesa si mantengono patroni i Ricasoli Zanchini di Firenze, eredi della famiglia da Castiglionchio. Avvegnachè per asserto dello stesso Mess. Lapo i suoi avi acquistarono nel 1204 il castello di che si tratta dai nobili da Ricasoli, dando loro in permuta due tenute che i signori da Quona possedevano a Faella nel Val d’Arno superiore.
    La rabbia ghibellina però dopo la battaglia di Montaperto trovò anche questo castelluccio, sebbene nascosto fra i monti e lungi da strade maestre, per atterrare la torre e palazzo con molte case ai signori di Castiglionchio. (P. ILDEFONSO, Delizie degli Eruditi T. VII)
  • VOLOGNANO nel Val d’Arno fiorentino. – Casale già Castello con chiesa parrocchiale (S. Michele) nel piviere di Miransù, Comunità e circa 4 miglia toscane a settentrione di Rignano, Giurisdizione del Pontassieve, Diocesi di Fiesole, Compartimento di Firenze. Risiede sulla sommità di un poggio omonimo posto alla sinistra ed a cavaliere dell’ Arno, quasi dirimpetto la confluenza in esso della Sieve.
    Il castello con la chiesa di Volognano appartenne ad un ramo de’ signori che si dissero da Cuona e Volognano, staccato in tempi antichi da quello de’ signori di Castellonchio e Miransù.
    L’Arch. Dipl. Fior. possiede fra le membrane della Badia di Vallombrosa le notizie più antiche relative al Castello e chiesa di S. Michele a Volognano, e dei loro signori, derivali da quelli da Cuona, o Quona.
    Avvegnaché senza rammentare le carte del maggio 1139, giugno 1142 e luglio 1148 citate altrove, mi limiterò a quella di un istrumento rogato lì 17 luglio 1214, in cui si tratta di beni spettanti alla chiesaparrocchiale di S.Michele a Volognano. Inoltre all’ Articolo QUONA citai una membrana della provenienza medesima scritta in Vo lognano lì 6 giugno 1226, nella quale è fatta menzione di mess. Ruggero di Alberto da Quona che diede il suo nome in Firenze a una delle porte del secondo cerchio di questa città. Il quale Ruggero di Alberto da Quona fu costantemente seguace della parte Guelfa, mentre il di lui fratello Filippo di Alberto da Quona seguitò il partito contrario. Imperocché cotesto Filippo di Alberto da Quona e Volognano per asserto di Gio. Villani nel giugno del 1267, essendo stata di corto cacciata la parte ghibellina di Firenze, fu fatto loro capitano, allorquando con i migliori ghibellini della città, e loro masnade pose il suo quartiere al castello di S. Ellero, e di là con quelle genti cominciò a far guerra a Firenze. Per la qual cosa i Fiorentini guelfi vi andarono a oste con tutta la cavalleria de’Francesi comandata dal mani scalco del re Carlo d’Angiò, e per battaglia ebbero il dello Castello di S. Ellero, dove si erano rinchiusi non meno di 800 ghibellini: fra i quali molti degli Uberti, de’ Fifanti, degli Scolari e di quelli da Volognano e allora perderono anche i ghibellini le rocche di Campi e di Gressa sotto Bibbiena. In tale occasione Geri da, Volognano con altri suoi consorti (forse anche col capitano Filippo) furono presi e messi nella Torre del Palagio (del Fisco) di Firenze, p però quella prigione fu chiamata dipoi la Volognana. – (GIO. VILLANI, Cronic. Lib. VII cap. 19. – AMMIR Stor. Fior. Lib. II.) Gli stessi autori rammentando l’incendio malizioso dato nel giugno del 1304 ad una parte di Firenze, aggiungono, qualmente la città fu messa in gran scompiglio, e cominciossi la battaglia fra i guelfi e ghibellini; e come venivano in soccorso di questi ultimi quei da Volognano con i loro amici e con più di mille fanti, e già erano giunti in Bisarno (in Pian di Ripoli di faccia al Guarlone) quando s’intese l’incendio che arse tutto il torlo della città; il quale dolo roso accidente tolse ai ghibellini con gli averi di borsa la vittoria di roano. –
    (G. VILLANI, Cronic. Lib. VIII. Cap. 71. – AMMIR. Stor. Fior. Lib. IV.)
  • Dopo tali tentativi vinti dalla parte guelfa di Firenze il Castello di Volognano fu preso e disfatto dai Fiorentini ed i beni dei fuorusciti e ribelli assegnali agli uffiziali di Torre, che li alienarono a i terzi. Attualmente nel luogo del castel di Volognano esiste una grandiosa villa signorile di casa Mozzi di Firenze nominata il Belvedere. La chiesa parrocchiale di S. Michele a Volognano di libera collazione del suo vescovo, nel 1833 contava 484 abitanti.
  • …Nel 1186 i signori da Quona e Volognano erano patroni della chiesa di S.Margherita a Tosina, poichè in detto anno la rilasciarono con i suoi beni al priore del S. Eremo di Camaldoli.
  • Finalmente 4 anni dopo (2 gennajo 1282) in vigore di un compromesso fatto in Firenze fra i sindaci degli Eremiti di Camaldoli da una parte ed i figli del fu Filippo da Quona e Volognano dall’altra parte fu stabilito dagli arbitri, che nei casi di elezione il rettore di Tosina si dovesse nominare dal priore di Camaldoli col consenso e approvazione de’patroni. – (ARCH. DIPL. FIOR. Carte del Monastero di S. Michele in Borgo di Piusa).